Macbook Air. La mia recensione
Premessa:
Sono sempre stato appassionato del mondo Mac, forse perché amo Unix. Acquistai nel 2008 un iMac di cui non posso non elogiarne le prestazioni e l’affidabilità. A tutt’oggi lavora con soli due gigabyte di RAM in modo egregio, sinceramente alla faccia di tutti quei PC che tempo due anni arrancano, per non dire che sono absoleti. Una delle cose che amo del Mac è che non bisogna essere degli informatici per poter interagire con la macchina e qualsiasi cosa vi venga in mente di collegare tramite una porta USB, funziona. Ripeto, funziona.
Forte di questa esperienza e spinto dal desiderio di affiancare un altro oggetto Apple al mio precedente iMac ho valutato l’acquisto di un portatile che mi offrisse l’opportunità della mobilità delle esigenze in termini informatici .
Di primo acchito sono stato attirato dal Mac Book Pro perché pensavo che fosse importante investire le mie risorse in una piattaforma molto potente di base e che avesse tutto l’indispensabile ed oltre. Mi sono quindi orientato sul quello che la casa di Cupertino offre ai suoi acquirenti e a conti fatti costa quasi tre volte l’entry level dell’ all in one iMac. Un costo decisamente alto, sproporzionato a mio modesto parere e decisamente irraggiungibile per le mie risorse.
Diminuendo la selettività delle priorità ho deciso di variare i parametri di valutazione allargandone le opzioni ed accettando qualche compromesso. Col senno di poi si è dimostrata la scelta vincente e ogni giorno che passa son sempre più convinto che l’acquisto fatto è senza dubbio ciò che meglio risponde alle mie esigenze.
La scelta è ricaduta sul MacBook Air, cui configurazione ne tratterò ampiamente nel proseguo della recensione.
Estetica:
Nel giudicare l’aspetto estetico delle cose si entra nel mondo del personale. Ciò che piace potrebbe non piacere ad altri. Quindi cercherò di non dimenticare questa importante premessa quando dirò che l’aspetto estetico del nuovissimo MacBook Air è a dir poco spettacolare. Hanno ricavato da un profilato estruso di alluminio un blocco definito da Apple come Unibody ricavato dal pieno con tecnica in CNC con la stessa qualità aeronautica con la quale si ricavano parti essenziali per la costruzione di un aereo.
Un video avrà il potere di mille e mille più parole spese per rendere l’idea di ciò che i maghi di Cupertino hanno realizzato dalle loro menti. Nella fattispecie il video è relativo al MacBook Pro ma non cambia la sostanza delle cose visto che la catena costruttiva è la stessa.
L’aspetto estetico e la scelta dell’alluminio come materiale base di costruzione per il portatile hanno risvegliato in me il motociclista sopito che ha sempre amato “il ricavato dal pieno” per impreziosire i suoi mezzi e non ha lesinato in passato in tale nobilissimo materiale famoso per la sua leggerezza ed eleganza, oltre purtroppo per la sua delicatezza. Infatti nel maneggiare questo stupendo oggetto non bisogna dimenticare che la finitura superficiale del portatile è delicata ed un eventuale graffio rimarrebbe a perenne ricordo suscitando dolore e tristezza immensi, almeno per me.
Funzionalità:
Esiste lo stato dell’arte nella funzionalità? Se la risposta è affermativa, nel MacBook Air troviamo la ovvia risposta. Gli sviluppatori di Cupertino sono riusciti a condensare in un spazio che detiene attualmente il record delle più ridotte dimensioni per un portatile, un concentrato tecnologico dove è presente tutto l’utile ed il superfluo o il destinato ad esserlo a breve è stato lasciato a casa. Difatti il portatile risulta essere privo di lettore CD/DVD, di porta ethernet, di Firewire e se vogliamo aggiungere altre connessioni talvolta utili bisogna citare anche il collegamento HDMI.
Queste mancanze, o mancate presenze, sono il frutto di una precisa scelta legata paradossalmente alla semplicità dell’aspetto funzionale ed anche alla scelta di dover rimanere entro certi parametri costruttivi cui la priorità era ed è le dimensioni ristrette.
Al tempo però, la mancanza di una connessione ethernet è dettata dalla scelta di privilegiare la connessione wireless che rende la vita più semplice quando la portabilità è prioritaria e non si vuole o non si può aver a che fare con cavi e cavetti. L’assenza di un lettore CD/DVD non è solo per motivi di spazio, ma è il frutto di una valutazione che trae origine dal fatto che il supporto è destinato ad un futuro incerto, se non nell’immediato, visto il propagarsi della mentalità Cloud ove sempre più utenti e aziende si stanno avventurando per i grandi supporti di massa per i dati e per la loro stessa condivisione universale.
Le connessioni con i dispositivi più comuni sono garantiti dalle porte USB 2.0 che sono universali e universalmente riconosciute come interfacce multi dispositivo, per cui, per altri e più dedicati collegamenti, ci si rimanda a macchine più consone e sicuramente non destinate ad un uso portabile.
Insomma, nel caso del MacBook air, la mancanza di alcune interfacce non è frutto di una costrizione costruttiva bensì una scelta oculata al risparmio del superfluo quando in realtà la macchina ben si interfaccia al mondo esterno e conserva le sue potenzialità di produttività rimanendo al contempo leggera, bella da vedersi, toccare e fruibile.
Se poi non si può fare a meno di un lettore CD/DVD Apple suggerisce l’acquisto dell’accessorio MacBook Air Super Drive, un lettore masterizzatore che occupa uno spazio poco più di una custodia per compact disc che ha sinceramente l’unico inconveniente di non essere Blue Ray compatibile.
Altresì dicasi per coloro che non possono fare a meno del collegamento 10/100baseT, Apple ha provveduto ad una interfaccia USB che provvede al collegamento ethernet al costo di appena (?) 29 Euro.
In sintesi devo riconoscere che la funzionalità, la praticità d’uso del nuovo MacBook Air non ha grandi limiti e qualsiasi cosa si interfaccia alla macchina funziona con la proverbiale praticità e semplicità cui Apple ed il suo sistema operativo OS X ci hanno nel tempo abituato.
Prestazioni e configurazione:
Avete mai avuto la possibilità di avere per la mani un Mac? No? Peccato !! Ebbene si, provare costa nulla e basta recarsi in un qualsiasi Apple Store o rivenditore autorizzato come un MacInTown per poter verificare che il mondo Mac non è più così esclusivo – non solo nel prezzo n.d.r. – e chiuso come tanti anni fa.
Le macchine, che siano mini Mac, iMac, portatili come il nuovo MacBook Air od il Pro, così come gli accessori sono oramai frutto di una esperienza ed una maturità che li rende compatibili con tutto, Windows compreso. Quindi se avete timore che passando al mondo Mac vi chiudiate per sempre in una isola felice che si tramuta in una gabbia d’oro ma pur sempre una gabbia, non abbiate paura perché laddove non sia possibile con un prodotto software nativo per Mac, la compatibilità e la gestione per il notevolmente più usato Microsoft Windows è ampiamente garantita.
Nella configurazione scelta per il mio personalissimo MacBook Air ho scelto di acquistarlo in rete, nello store Apple, modificando opportunamente la configurazione standard apportando delle oculate variazioni in favore delle prestazioni più spinte.
Intanto il clock del processore, un Intel Core i7 spinto all’1,8 gigahertz, 4 GB 1333 MHz DDR3 di RAM e per la grafica la Intel HD Graphics 3000 384 MB. Una delle caratteristiche salienti e a me molto gradite del MacBook Air è che il suo hard disk si discosta dalla tradizionale configurazione hardware HDD che la vuole sul disco che gira a favore della staticità offerta dalla memoria di massa SSD.
Il merito e la differenza che la disparità della offerta tecnica impone sta nel fatto che la seconda tecnologia offre tempi di accesso ineguagliabili per gli hard disk convenzionali a tutto vantaggio delle prestazioni in lettura e scrittura oltre alle ridottissime dimensioni, la mancanza di una sensibile dissipazione di calore e la assoluta silenziosità.
Se vi pare poco, è questione di pareri, sta di fatto pero che il mondo informatico si sta spostando verso questa tecnologia e non credo che sia un fuoco di paglia. Tra l’altro i signori di Cupertino non si sono limitati a inserire una memoria di massa in tecnologia SSD ma per integrarla al meglio nell’hardware globale della macchina e rispettare la filosofia costruttiva che ha ispirato il progetto hanno inserito i soli chip lasciando a casa case ed involucri vari, il che è una finezza che dimostra quale sia stata la cura ingegneristica nello sviluppo di questo stupendo portatile.
Finiscono per stupire la durata della batteria che in piena operatività arriva alla soglia delle sette ore dichiarate e che in stand by arriva ad un mese, così come la tastiera retro illuminata ed il relativo monitor integrato che entrambi variano di intensità a secondo della esposizione alla luce dell’ambiente in cui si lavora. Insomma uno spettacolo, una vera opera d’arte che giustifica appieno il prezzo che si deve pagare per poterlo possedere.
Ma c’è qualcosa che a mio modesto parere non ha eguali con nulla che sia nel mercato che non sia già comunque Apple, visto che per il momento ne detiene l’esclusiva.
Si tratta della tecnologia Intel denominata Thunderbolt che è talmente tanto innovativa e rivoluzionaria ed è talmente così ben spiegata che non posso non rimandare la visita alla pagina che Apple stessa le ha dedicato. Si tratta di una tecnica in cui si convogliano su di un unico supporto ramato video e dati fornendo anche la capacità di alimentare apparecchi fino a 10 Ampere. Fantascienza che viaggia due volte più veloce di USB 3.0 e per giunta su due canali trasmissivi.
Concludendo, 1663 Euro non sono pochi, quasi il 50% in più del costo di un analogo portatile di marca di fascia alta con a bordo il sistema operativo più diffuso al mondo per utilizzatori, Windows.
Però da non dimenticare che, il succitato dopo due anni o meno sarà quasi certamente da abbandonare, o più oculatamente da riciclare con l’adozione di una buona base di Ubuntu o Fedora, guarda caso Unix.
Al contrario sono più che convinto – viste anche le precedenti esperienze di cui parlavo – che il mio MacBook Air saprà ripagarmi dell’investimento iniziale in termini di costanza delle prestazioni in linea con le mie esigenze presenti e future.
Benchmark:
I risultati ottenuti con il programma di benchmarking freeware iBench, cui download è facilmente reperibile in rete, sono eloquenti.
Resultados de ejecución
| Sistema operativo: | Mac OS X 10.7.2 (Fase 11C74) |
| Modelo: | MacBookAir4,2 |
| Procesador: | Intel(R) Core(TM) i7-2677M CPU @ 1.80GHz |
| Frecuencia: | 1.80 GHz |
| Número de CPUs totales: | 4 |
| Número de CPUs físicas: | 1 |
| Frecuencia del bus: | 100.0 MHz |
| Cantidad de memoria: | 4.00 GB |
| Tipo de memoria: | 1333 MHz DDR3 |
| Compilador usado: | GCC 4.2.1 (Apple Inc. build 5646) |
| Resultado final: | 4.51 |
In finis ecco una immagine screenshot del mio disk benchmark (Black Magic Disk Benchmark)

