Sino ad oggi di amici cani me ne sono capitati molti, erano dei cristiani o pseudo tali che alla prima occasione possibile hanno inequivocabilmente dimostrato che del genere umano non bisogna mai fidarsi. Esperienza insegna, si impara anche a difendersi da simili soggetti.

Al contrario la mia esperienza con il mondo animale ha confermato oltre ogni ragionevole dubbio che l’affetto, anzi mi correggo nel totalmente immensa devozione priva di secondi fini che un cane prova per il suo padrone non ha paragoni alcuno.

Pur non amando affatto il termine padrone, perché non ho mai valutato l’opzione del trattare il mio prossimo – chiunque esso sia – nel rapporto subordinante e poco rispettoso dei diritti che si instaura tra padrone e schiavo, lo sono quindi mio malgrado per esigenze linguistiche per due esemplari stupendi di amorevoli quadrupedi.

Una simpatica psicopatica femmina di pastore tedesco di nome Gaia che ha paura persino della sua stessa ombra a dispetto di chi vuole che la razza sia aggressiva e che mi ricorda quel personaggio dei cartoni animati Scooby-Doo, ed affettuoso impiastro frutto di un incrocio tra golden retriever (papà) e cocker spaniel (mamma) che risponde al nome di Blu.

Dopo 11 anni nei quali ho condiviso con loro quasi tutti i miei e loro momenti di vita ho avuto il privilegio di apprezzare quanto nella loro semplicità esistenziale come sappiano colmarti di affetto senza chiedere assolutamente nulla in cambio. Potrei fare follie nel rivendicare il torto a chi procurasse loro del male, poiché non tollero l’imposizione inflitta a chiunque e tanto meno quando questa è procurata a chi non può far valere i propri diritti causa uno status di apparente inferiorità.

Blu nato il 30 agosto del 2000, è un fortunato ed azzeccato incrocio che ha generato una sorta di golden a zampe corte. Un simpatico coccolone, sempre pronto a cercare la carezza sino al morboso parossismo ed altrettanto pronto a cercare di acchiappare ogni qualcosa dovesse cadere dal tavolo da pranzo e che sia commestibile con una velocità tale da non arrivare al suolo ed una voracità che è difficile riuscire a contare i secondi prima che il boccone sia ingerito. Necessita del costante contatto con il padrone ed capace di intuire ogni suo movimento per anticipare ogni sua mossa, festoso nell’uscire di casa per la passeggiata quotidiana roteando su se stesso, sbuffa e si annoia nei negozi mugolando e gemendo per chiedere di uscire al più presto. Quando dorme alle volte sogna abbaiando e muovendo le zampe come se corresse e non è raro sentirlo russare. E’ un grande nuotatore, quando è in riva al lago o al mare non esita a tuffarsi a cercare di mordere alle onde e il divertimento e l’attrazione da circo è garantita per tutti i presenti che accorrono a vedere la giostra inscenata da questo fenomeno dell’allegria. A dir il vero, spesse volte incrociando lo sguardo dei suoi occhi mi chiedo cosa pensi, cosa desideri; gli manca davvero la parola al mio cagnolone di casa.

Gaia nata il 18 dicembre 2001, è una femmina di pastore tedesco che mi fu regalata dal proprietario di un allevamento vicino a Pomezia quando aveva giàcirca nove mesi. Ha sempre dimostrato di avere un carattere a dir poco turbato. Paurosa con gli esseri umani indipendentemente da chi gli si pari di fronte e molto aggressiva con gli altri suoi simili, fatta esclusione del convivente Blu con il quale è sorella e non ha mai dimostrato alcuna intolleranza.

E’ bella come il sole, ha un profilo stupendo e la foto le rende la giustizia che merita. Sono molto legato a lei e sono altrettanto ricambiato poiché mi cerca sempre, non mi abbandona mai, in pratica lei è la mia ombra ovunque io sia. Non è stata molto fortunata nella sua esistenza. Un giorno mentre si passeggiava nel bosco di Manziana si è buscata, a causa del suo carattere burrascoso, un calcio sul femore della zampa posteriore sinistra da un cavallo che infastidito dal suo incalzare la scacciata procurandole una frattura gravissima e fortemente scomposta che l’ha costretta ad una lunga serie di costosissimi interventi chirurgici di alta ortopedia veterinaria.

Ad oggi ha recuperato l’uso della zampa ma non senza conseguenze come l’impossibilità di poter correre libera per lunghe percorrenze o l’impossibilità di sedersi correttamente come fanno tutti i suoi simili, è costretta ad allungarla perché i tendini si sono atrofizzati ed hanno perso la naturale elasticità. Sono stati per tutti tempi molto duri e spiacevoli, sopratutto per lei perché il dolore doveva essere davvero straziante. Nella disgrazia del momento è tuttavia andata bene, perché il primo veterinario interpellato voleva consigliarci la soppressione, ma la sua fortuna è stata anche nel trovare nel suo cammino il Dr. Stefano Giammetti che l’ha salvata da una fine ingloriosa ed infausta. E’ una pazza, ma che sa essere molto affettuosa e sa farsi altrettanto capire quando cerca la carezza sollevandoti la mano con il suo muso appuntito. Le voglio un bene dell’anima.

Questa è parte della mia famiglia, sono esseri semplici che non hanno pretesa alcuna se non quella di partecipare come possono alla nostra vita e meritano tutto il nostro amore e rispetto.

G.