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Moto Guzzi V35 Imola

Negli anni ottanta il panorama motociclistico non offriva tutte le sofisticherie, i gingilli e la cura del particolare a cui siamo abituati oggi. La produzione mondiale di motociclette era prevalentemente dominata da ciò che rimaneva delle glorie delle case inglesi, dalla teutonica ed inossidabile BMW, dalla emergente produzione giapponese che affinava le sue armi nel voler offrire prodotti sempre piu’ innovativi, moderni ed affidabili e dalla produzione italiana che in particolar modo era ritenuta, non a torto, leader per inventiva, qualità e tradizione.

Se, negli anni ottanta avevi diciotto anni, la scelta per l’acquisto di una moto poteva ricadere in un range non molto grande. Tra i modelli piu’ gettonati vi erano il Moto Guzzi V35 Imola, la Moto Morini 3 e 1/2, la Ducati 350 Pantah e la Honda CB400 Four – per chi aveva da spendere – .

Grazie a mio padre e a mia madre, ho avuto la fortuna di poter ricevere in regalo la mia prima e vera Moto. La scelta ricadde, sempre sotto consiglio del mio guru Maximo, sulla Guzzi.

A parer di Maximo, che non ha mai fatto troppo pudore nel nascondere la sua presunta capacità di comprendere della meccanica meglio di chiunque altro, il mezzo era il top dell’offerta del momento.

Per alcuni versi non si poteva dagli torto, sulla carta in quanto in termini di affidabilità meccanica ne aveva da vendere. Il motore, non tutti sanno, era nato per essere ospitato nella Fiat 500 e aveva caratteristiche costruttive molto piu’ prossime alla produzione automobilistica che a quella motociclistica.

Il trecentocinquanta era parente stretto della serie maggiorata 750 e 850 con l’unica differenza che la casa madre aveva destinato la produzione della sorellina minore nel meridione che, guarda caso, dimostrava di avere difetti sconosciuti alle moto di cubatura piu’ sostanziosa.

In poche parole, tra le varie magagne del mezzo, e concedendomi un termine molto in voga all’epoca i carter “pisciavano olio” da ogni giuntura di accoppiamento. E non solo, la tanto decantata Frenata Integrale Moto Guzzi era veramente efficace solo dopo aver portato a rettifica meccanica i dischi anteriori che erano ricavati con il metodo di stampo, il tutto ovviamente a proprie spese.

La V35 è stata una delle due moto piu’ significative della mia carriera motociclistica. Paragonandola alla Nave Scuola Vespucci è stata la Moto Scuola che mi ha fatto le ossa e mi ha dato l’opportunità di imparare veramente cosa significhi andare in moto, sopratutto in Italia, particolare quest’ultimo che sembra marginale e difatti non lo è affatto.

Con la Guzzi ho imparato la filosofia dell’essere Motociclista, di far parte di una classe sociale a parte, un po’ di elite così volevasi essere tra colleghi delle due ruote in quei anni, e da sottolineare che sopratutto tra i BMWisti questo concetto era particolarmente in voga.

Essere Motociclista voleva essere innanzitutto capacità di dimostrare superiorità nella abilità di guida, non tanto nella prestazione assoluta, quanto in senso di responsabilità, di rispetto del codice della strada, del tuo prossimo e della anzianità di servizio nei confronti dei colleghi. Il collega piu’ anziano era da venerare, da rispettare, da ascoltare quando dava consigli o si esprimeva in tematiche legate al mondo del motociclo, anche quando in cuor tuo pensavi che stesse dicendo delle grandi cavolate. Tutte cose che oggi non esistono piu’, come tante altre sane cose che sono letteralmente sparite.

Con la Guzzi ho veramente imparato cosa significhi guidare una Moto, comprenderne il comportamento, rispettarla per rispettare se stessi e la propria vita per non incorrere in drammatiche esperienze. Ho imparato cosa significhi essere a cavallo di un mezzo meccanico, ad ascoltarlo poiché non tutti i giorni sono gli stessi e la Moto ha un’Anima.

Con la Guzzi ho fatto quella gavetta necessaria che ha fatto di me un motociclista capace di guidare qualsiasi cosa gli capiti tra le mani senza timore, senza remore. Molto, tantissimo di quello che imparato e faccio in termini pratici sulla mia attuale moto e su tutte quelle che ho posseduto ha radici nelle esperienze pregresse con la Guzzi.

Non a caso, mi ripeto, è stata la moto che mi ha dato, con la Yamaha R1, le emozioni piu’ grandi in assoluto.

Mio padre, quando decise di accompagnarmi alla concessionaria per la scelta del colore e del mezzo, la pagò 4.180.000 lire. In regalo, dalla concessionaria, ebbi un casco Integral Nava di colore rosso e come optional a pagamento un portapacchi posteriore cromato.

Da qualche parte debbo avere una foto, che mi ritrae seduto sulla moto, di fianco come fossi una zavorrina sulla mitica Vespa. Avevo diciannove anni.

Ecco qui sotto il video girato dal nuovo proprietario del mio V35 Imola del 1982 che restaurai. La moto originalmente era di colore rosso/nero metallizzato. Io la restaurai con la colorazione che venne proposta due anni piu’ tardi. Il puntale è un fuori tema che mi sono proposto di inserire visto che è dell’Imola II e lo comperai come ultimo esemplare di colore bianco in una concessionaria Moto Guzzi a Latina.


Fast Tube by
Casper
  • Fanno parte della stessa categoria di argomento (Le  mie Moto):

..Si.. Piaggio 1982, Moto Guzzi V35 Imola 1984, YamahaXJ 600 S Diversion 1992, Aprilia Gulliver 50 1995 (*), Yamaha YZF 600 R Thundercat 1996 (*), Yamaha XV 125 S Virago (*), BMW K 75 S (*), Moto Guzzi V35 Imola 1982, Yamaha YZF R1 2001 (*), Yamaha FZ 1000 S (2003) (*), Yamaha Xv 535 S Virago 2003 (*), Suzuki Sv 1000 S 2003 (*), Honda CBR 1000 RR 2004 (*), Honda CB 600 S Hornet 2005 (*), Yamaha MT 03 2006 (*), Aprilia RSV 1000 R Tuono 2007 (*), BMW R 1200 GS STD 2008 (ULTIMA) (*)

(*) testo in fase di scrittura.

14 comments to Moto Guzzi V35 Imola

  • enry

    Ottima !! Bellissima era il mio sogno degli anni 80 !!
    Quando viaggiavo con una modesta e onesta V35II
    che nel suo piccolo era comunque un’ottima moto, specialmente
    nelle doti telaistiche, anche a ” tavoletta ” e stracarica di bagagli,viaggiava sui binari, dote che all’epoca avevano poche motociclette.

  • Max

    Sono io l’ultimo proprietario! la moto la tengo gelosamente… va una cannonata e ci faccio anche parecchi viaggetti in giro per l’Italia…. che altro aggiungere? E’ divertentissima da guidare… specialmente sulle strade di “misti”… e a volta sto attaccato anche a moto (d’epoca…di quel periodo… io sono il segretario di un Auto e Moto Club di Roma) di cilindrata superiore…poi ai raduni la fotografano in parecchi e mi fanno i complimenti… anche perchè di Guzzi Imola così ne sono rimaste veramente poche… negli anni ‘90 ho avuto anche una Guzzi Imola II , quello 8 valvole.. ma non c’è paragone con questo…che è molto meglio…
    un saluto a tutti
    Max

  • Ciao Max,… mi fa piacere che te la godi! Sapessi quante ore di lavoro,… ma che dico,… mesi di lavoro per rimetterla a posto! Quando la comperai era un cancello.

    Se hai bisogno chiedi pure che la conosco come le mie tasche!

    Ciao

    Giorgio

  • Max

    Ciao Giorgio…hai fatto un lavoro eccelso! La moto sembra nuova! Grossi problemi fino ad ora non me ne ha dati …gli faccio la normale manutenzione, oli vari, candele ,pasticche freni, ogni 4 o 5 mila una regolatina alle valvole… ora sono circa 2 anni che l’ho presa da Casimiro.. insomma riesco a fare quasi tutto da solo… a parte qualcosina tipo regolazione puntine che non sono capace ,ma vanno bene e ancora non l ‘ho toccate…se la vuoi rivedere dal “vivo” magari ci mettiamo d’accordo … ripeto, è una moto molto divertente , sembra un Le Mans in piccolo… ho anche una Vespa Vnb1 del ‘61 e ora sto rimettendo in sesto una Kawasaki Z400F dell’84… come si è capito a me piacciono le moto “d’annata”. Cmq ho avuto anche moto più “moderne” diciamo… l’ultima , venduta nel 2003 una Ducati 900 SS gialla a carburatori..
    un salutone
    Max

  • Ciao Max, grazie per il complimento, grazie davvero. In realtà la moto un problema lo aveva davvero. Non era a posto con la carburazione ed era “abbastanza legata”, chissà tra i chilometri fatti da Miro e i tuoi la cosa si sarà risolta, ma credo che i problemi di carburazione ci siano ancora. Non era perfetta.

    Venitemi a trovare quando volete, mi farà piacere rivederla e conoscerti.

    Un abbraccio motociclistico.

    Giorgio

  • Max

    Beh, la carburazione la faccio circa 1 volta l’anno col vuotometro e devo dire che le candele sono sempre di un bel nocciola e il minimo lo regge perfettamente… il motore in effetti è un pò legato ma ora lo sto slegando io…hehe insomma gira come un orologetto (anche se sta ferma 1 o 2 mesi parte non dico alla prima ma alla seconda accensione…)..intanto mi gratto …non si sa mai hahaha è sempre una nonnetta…

  • Max

    E poi per concludere…le Guzzi non DEVONO essere perfette no? hahahha
    saluti e a risentirci presto
    Max

  • Azz ancora legato sto motore? Hmmmm non va bene. Dopo 10.000 km il motore “deve volare”. Comunque un girno ti facci vedere come fare un vuotometro in casa con pochissima spesa.

    100 grammi di mercurio, o8 tubicini da chimico un po’ di tubo siliconico una tavola di legno e via alla grande.

    Comunque la nonnetta ha tutto nuovo, l’unica cosa che non aprii fu la scatola dl cambio, per il resto ho aperto tutto, poi richiuso,.. hahahaha

    Ciao Max

  • Beh! Si non devono essere perfette, e per questo motivo, ho comperato una BMW :-)

    Ciao Max

  • Max

    Il vuotometro ce l ‘ho Giorgio :) Cmq grazie… forse lo hai costruito te … devo chiedere al vecchio proprietario :)
    Ma cmq di velocità ci ho preso di contakm circa 160… non credo andasse di più in ogni caso…o no? nel cambio lo scorso anno ci ho cambiato l’olio e ci ho aggiunto una piccola percentuale di molikote..(mi pare si chiami così) quello che va nel cardano per intenderci… ora è un burro…. non sembra il cambio di una Guzzi hahah notoriamente approssimativo e da prendere a calci :)

  • Max

    Ultimissima cosa…la moto non è che poi ha molti km….il contakm segna 42.000 …. io l ‘ho acquistata che ne segnava 36.000… ora non so se sono effettivi però per una moto Guzzi non sono granchè…

  • Si, ma questo è valido per lo più per le Guzzi da grande cubatura. La mia V35 a 60000 km aveva la frizione finita.

  • Ah! Può essere sia il mio. Base di legno noce scuro (finto) tipo lucido, tubi in vetro, e tubi per il collegamento di colore verde/blu classici cavi benzina auto degli anni ottanta.

    L’Imola mio faceva 180 di contachilometri, mentre questo era fatica arrivare a 160. Sono contento che ora il cambio vada meglio è sempre stato un bel po duretto.

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